Ponte Girevole
L'anima d'acciaio dei due mari
Icona intramontabile di Taranto, il Ponte San Francesco di Paola collega il cuore antico alla città moderna, regalando lo spettacolo unico della sua rotazione sul canale navigabile.
La storia del Ponte Girevole
C’è un momento preciso in cui Taranto si ferma: è quando suona la sirena e le due enormi braccia d’acciaio del Ponte Girevole iniziano a ruotare. Non è solo una questione di viabilità, è l’identità stessa della città che si manifesta nel passaggio tra il Mar Grande e il Mar Piccolo.
Quello che oggi chiamiamo Canale Navigabile è il risultato di secoli di scavi. Già nel 1481 si iniziò a scavare per proteggere il Castello Aragonese, ma allora era poco più di un fosso irregolare attraversato da un ponte in pietra, il Ponte di Porta Lecce.
Le cose cambiarono radicalmente nella seconda metà dell’Ottocento. Con la costruzione dell’Arsenale Militare, serviva un passaggio vero per le grandi navi da guerra. Il primo ponte metallico fu inaugurato il 22 maggio 1887. All’epoca si chiamava Umberto Cataldo ed era un miracolo tecnologico per i tempi: si muoveva grazie a turbine idrauliche alimentate da un enorme serbatoio d’acqua situato nel Castello. Persino Gabriele D’Annunzio ne rimase colpito, scrivendo versi che ancora oggi descrivono il rimbombo del ferro nel canale.
Dal 1958 a oggi
Il ponte che attraversiamo oggi è stato inaugurato il 10 marzo 1958 dal Presidente Giovanni Gronchi. Intitolato a San Francesco di Paola, protettore delle genti di mare, ha una struttura lunga circa 90 metri interamente in acciaio.
È un’opera imponente che ha visto passare la storia della Marina: dalla portaerei Cavour all’Amerigo Vespucci con le vele spiegate. Vederlo in funzione è particolare perché le due metà non si alzano, ma ruotano lateralmente su un lato del canale, lasciando lo spazio necessario alle navi per sfilare a pochi metri dalle banchine.
A breve, dovrebbe essere modificato per renderlo ancora più moderno, con carreggiate pedonali leggermente più larghe. Il nuovo ponte dovrebbe avere una serie di sensori che monitoreranno costantemente l’usura dei materiali, per evitare problemi.
Un ponte da percorrere a piedi
Mentre cammini, ti trovi sospeso tra due mondi: da un lato lo sguardo corre verso l’orizzonte aperto del Mar Grande, con le isole Cheradi in lontananza; dall’altro si apre lo specchio più calmo del Mar Piccolo, con i profili dei cantieri e delle banchine che raccontano l’anima industriale e marinara della città.
Mentre percorri i suoi novanta metri, hai anche una prospettiva privilegiata sui monumenti simbolo: le torri massicce del Castello Aragonese sembrano quasi toccarsi sul lato del borgo antico, mentre dalla parte opposta svetta il Monumento al Marinaio, che saluta chi entra e chi esce dal canale.
Come arrivare
Si può arrivare al Ponte Girevole in diversi modi, usando i mezzi pubblici in caso non siate automuniti:
- Autobus interni a Taranto: 1/2, 14, 16, 20 e 8
- Treno: con un regionale in arrivo a Taranto, il percorso a piedi fino al castello dalla stazione è di circa 25 minuti
Consigli per il visitatore
QUANDO ANDARE
Il momento migliore è sicuramente durante l’apertura per il passaggio delle navi, anche se non ci sono orari fissi.
QUANTO TEMPO SERVE
Per attraversarlo a piedi bastano pochi minuti, ma vale la pena fermarsi a metà strada per osservare il panorama se non soffri di vertigini.
DA SAPERE
Le aperture del ponte bloccano temporaneamente il traffico tra il borgo antico e la città nuova. Fai attenzione a questo aspetto.
Domande frequenti
Non c’è un orario fisso o un appuntamento quotidiano. L’apertura avviene solo quando devono transitare unità navali della Marina Militare o grandi imbarcazioni che necessitano di manutenzione in Mar Piccolo. Viene annunciata con un paio di giorni di anticipo tramite avvisi della Marina o del Comune e segnalata sul posto dalle sirene.
In media, l’intero processo dura circa 20-30 minuti. Questo tempo comprende il blocco del traffico, la rotazione dei due bracci, il passaggio della nave e il ritorno in posizione. È un’operazione che richiede estrema precisione e coordinamento.
Assolutamente no. Per ragioni di sicurezza, prima che inizi la rotazione, il ponte viene sgomberato da auto e pedoni e i cancelli alle estremità vengono chiusi. È però possibile assistere a pochi metri di distanza dalle banchine del canale, che sono il punto di osservazione migliore.
Si chiama così per il suo meccanismo di rotazione unico: a differenza dei ponti levatoi che si alzano verticalmente, le due campate del ponte di Taranto ruotano orizzontalmente su un fianco, ruotando su enormi perni laterali per liberare lo spazio al centro del canale.
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