Lungomare Vittorio Emanuele III

Per passeggiate indimenticabili

Vera e propria terrazza monumentale della città, il Lungomare Vittorio Emanuele III offre la vista più bella sui tramonti tarantini e sulle leggendarie Isole Cheradi, tra palazzi storici e il profumo dello Ionio.

Posizione
Lungomare Vittorio Emanuele III
Orari
Visitabile sempre
Prezzo
Gratuito
Tempo di visita
10 - 60 min

La storia del Lungomare Vittorio Emanuele III

Il Lungomare di Taranto, intitolato a Vittorio Emanuele III, è il posto dove i tarantini vanno a respirare. Non è solo una strada, è una vera e propria terrazza monumentale che si affaccia sullo Ionio.

Se oggi lo vediamo così imponente, con quei palazzoni che sembrano guardie schierate davanti al mare, lo dobbiamo a un restyling profondo avvenuto durante il ventennio fascista. L’architetto Ferdinando Bonavolta lo immaginò come un grande palcoscenico per le istituzioni: palazzi giganti, marmi e una vista che toglie il fiato.

A firmare questi edifici furono i nomi più importanti dell’epoca, come Bazzani e Brasini. Una volta però era diverso: tra lo scoglio e il viale c’erano pittoreschi stabilimenti balneari costruiti su palafitte di legno, che davano un tocco quasi esotico alla costa.

Oggi di quelle palafitte non c’è più traccia, ma rimane quel senso di solennità e quella luce incredibile che, specialmente al tramonto, trasforma ogni passeggiata in qualcosa di magico. È il classico posto dove vai per staccare la spina, guardando l’orizzonte e sentendo l’odore del sale che sale su dal muretto.

Miti e curiosità sul lungomare tarantino

Se ti appoggi alla ringhiera e guardi verso il largo, vedi le sagome delle Isole Cheradi: San Pietro e San Paolo. Molti non sanno che una volta c’era anche una terza isola, minuscola, che i pescatori chiamavano u’ squegghie (lo scoglio) o San Nicolicchio, scomparsa poi quando hanno costruito il porto mercantile. Queste isole non sono solo terra e roccia, ma pezzi di storia incredibili.

Ci sono delle curiosità che sembrano uscite da un romanzo:

  • Un tomba “scandalosa”: sull’Isola di San Paolo riposa Pierre Choderlos de Laclos. Era un generale di Napoleone, ma è diventato immortale per aver scritto “Le Relazioni Pericolose”. Morì a Taranto nel 1803 e, siccome rifiutò i conforti religiosi, finì sepolto sull’isola in terra sconsacrata. La sua tomba è ancora lì.

  • Le ginocchia di San Pietro: la leggenda dice che l’Apostolo Pietro approdò sull’isola più grande per sfuggire a una tempesta. Si dice che pregando si sia inginocchiato sulla roccia con tale forza da lasciare l’impronta delle sue ginocchia. Quella pietra divenne una reliquia famosa, chiamata “apodonia”, finché dei marinai veneziani non se la portarono via.

  • I Turchi a Taranto: nel 1594 le isole divennero un covo di pirati. I Turchi le usarono come base per saccheggiare tutta la zona, finché i tarantini non riuscirono a cacciarli dopo una battaglia durissima sul fiume Tara.

Insomma, camminare sul Lungomare non significa solo guardare il panorama, ma sfiorare storie di santi, scrittori ribelli e antichi popoli greci (che chiamavano queste isole “Elettridi”, forse perché ci crescevano alberi che producevano ambra). Se passate da qui, fermatevi un attimo: tra il vento e il rumore delle onde, Taranto ha sempre qualcosa da raccontare.

mar piccolo di taranto

Come arrivare

Il Lungomare di Taranto si trova nel pieno centro della città ed è facilmente raggiungibile da tutte le zone:

  • Autobus interni a Taranto: 3, 8 e 24
  • Treno: con un regionale in arrivo a Taranto, il percorso a piedi dalla stazione è di circa 30 minuti

Consigli per il visitatore

QUANDO ANDARE

Il momento magico è l’ora del tramonto: il sole scende proprio dietro le Isole Cheradi, tingendo il cielo di rosso e arancio.

QUANTO TEMPO SERVE

La passeggiata richiede circa 20-30 minuti a piedi se vuoi goderti il panorama con calma e magari fermarti a mangiare un gelato.

DA SAPERE

Le isole che vedi all’orizzonte sono zone militari. Mentre San Pietro è aperta ai turisti in estate, l’isola di San Paolo è interdetta al pubblico.

Domande frequenti

Perché ci sono quei palazzi così grandi e imponenti?

Fanno parte del progetto di “monumentalizzazione” voluto durante il ventennio fascista. L’idea era quella di dare a Taranto un affaccio sul mare che ne riflettesse l’importanza militare e strategica. Architetti famosi come Bazzani e Brasini progettarono questi edifici (come il Palazzo del Governo o il Palazzo delle Poste) proprio per creare una scenografia maestosa che impressionasse chi arrivava dal mare.

Si possono visitare le isole che si vedono all'orizzonte?

Solo l’isola di San Pietro è accessibile al pubblico, ma esclusivamente durante il periodo estivo tramite i traghetti di Kyma. È un paradiso naturale con spiagge bellissime. L’isola di San Paolo, invece, è zona militare interdetta: ospita fortificazioni storiche e la tomba di Pierre Choderlos de Laclos (l’autore de Le Relazioni Pericolose), ma può essere ammirata solo dalla distanza.

Si può fare il bagno qui?

Diciamo che dal Lungomare si guarda e si passeggia. Per tuffarsi nell’acqua cristallina è meglio prendere il traghetto per l’Isola di San Pietro o farsi qualche chilometro verso le spiagge di San Vito e della litoranea.

Dove si vede meglio il tramonto?

Il punto classico è “la Rotonda”, a metà del percorso. Ma onestamente, ogni metro del muretto va bene: quando il sole scende dietro le isole, Taranto si incendia di rosso e non serve altro.

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