Mar Piccolo
L'iconico mare di Taranto
Laguna millenaria che disegna il simbolo dell’infinito, il Mar Piccolo è lo scrigno dove nascono le famose cozze tarentine e dove la storia di Taras si intreccia con sorgenti d’acqua dolce e antiche tradizioni.
La storia del Mar Piccolo
Se guardi Taranto dall’alto, il Mar Piccolo disegna quasi un simbolo dell’infinito, con le sue sponde che si sfiorano a Punta Penna e Punta Pizzone, unite oggi dal profilo del ponte Aldo Moro. È una laguna di poco più di 20 km², divisa in due bacini ellittici chiamati “seni”, che da millenni rappresenta il vero cuore pulsante della città.
Fin dalla fondazione leggendaria di Taranto per mano di Taras, e poi con l’arrivo dei coloni spartani guidati da Falanto nel 700 a.C., questo mare interno è stato un rifugio sicuro, un porto naturale riparato dai venti di scirocco e libeccio.
Nel corso dei secoli, il legame tra i tarantini e questo bacino è diventato indissolubile. Durante il Medioevo, le sue acque venivano gestite come veri e propri campi agricoli, lottizzate in “piscarie” ad uso esclusivo.
Ma il Mar Piccolo non era solo cibo: qui fiorirono attività nobili e antiche come l’estrazione della porpora dai murici e la lavorazione del bisso, la preziosa “lana del mare” ricavata dalla conchiglia Pinna nobilis per tessere stoffe regali. Dalla fine dell’Ottocento, la sua storia è cambiata ancora, diventando una base strategica per la Marina Militare con la costruzione dell’Arsenale, che ha segnato profondamente il volto della laguna fino ai giorni nostri.
I pesci e l'ecosistema del Mar Piccolo
La vera magia del Mar Piccolo si nasconde però sotto il pelo dell’acqua, dove sgorgano i “citri“, sorgenti sottomarine di acqua dolce che i greci chiamavano “caldaie ribollenti”. Queste sorgenti, insieme all’apporto di fiumi storici come il Galeso, creano un mix unico tra acqua dolce e salata, regolando la temperatura e rendendo il bacino una riserva di pesca straordinariamente produttiva.
È proprio grazie a questo ecosistema che Taranto è diventata la patria della mitilicoltura: qui le cozze trovano un nutrimento perfetto, crescendo con un sapore che non ha eguali.
Le acque della laguna sostengono una biodiversità incredibile, che va dai minuscoli organismi planctonici ai grandi predatori. Nelle zone umide e tra le praterie sommerse, trovano rifugio numerose specie: cefali, orate, spigole, triglie, anguille, ma anche calamari, seppie e gamberetti. È un equilibrio delicato, tanto che già nel XVI secolo il “Libro Rosso” dei Principi di Taranto imponeva regole severissime per proteggere le piante marine e vietare l’uso di veleni o attrezzi dannosi.
Come arrivare
Il Mar Piccolo è visibile da moltissimi punti diversi di Taranto. Lo si può vedere camminando per i Giardini Peripato, andando alla Discesa Vasto in città vecchia, dal Ponte Girevole. Ecco alcuni dei mezzi che consentono di arrivare al Mar Piccolo:
- Autobus interni a Taranto: 1/2, 14, 16, 20 e 8
- Treno: con un regionale in arrivo a Taranto, il percorso a piedi dalla stazione è di circa 15 minuti
Consigli per il visitatore
QUANDO ANDARE
Le prime ore del mattino o il tardo pomeriggio sono l’ideale per ammirare i riflessi della laguna e l’attività dei mitilicoltori.
QUANTO TEMPO SERVE
Se vuoi fermarti ad osservare le sorgenti dei citri o i resti archeologici affacciati sull’acqua, calcola almeno un paio d’ore.
DA SAPERE
Il Mar Piccolo è un ecosistema delicato, è fondamentale non inquinare e rispettare le aree dedicate all’allevamento delle cozze.
Domande frequenti
Si tratta di una divisione naturale dovuta alla conformazione della costa: all’altezza di Punta Penna e Punta Pizzone le sponde si avvicinano sensibilmente, creando due bacini ellittici distinti. Il primo seno è quello più vicino alla città vecchia ed è collegato al Mar Grande, mentre il secondo è quello più interno e protetto.
I citri sono sorgenti sottomarine di acqua dolce che sgorgano dai fondali di entrambi i seni. Il nome deriva dal greco e significa “caldaie ribollenti”, proprio per l’effetto visivo che creano in superficie. Queste sorgenti sono fondamentali perché regolano la temperatura e la salinità dell’acqua, rendendola perfetta per la mitilicoltura.
Sì, fin dall’antichità il Mar Piccolo è stato la sede di attività economiche molto pregiate. Dai molluschi murici si estraeva il pigmento della porpora per tingere le vesti, mentre dalla conchiglia Pinna nobilis si ricavava il bisso, una sorta di “seta del mare” utilizzata per tessere stoffe rarissime.
La fama deriva dalle condizioni ambientali uniche della laguna: il mix di acqua dolce dei citri e del fiume Galeso con l’acqua salata, insieme alla scarsa profondità e alla ricchezza di nutrienti, crea l’habitat ideale per allevare cozze e frutti di mare dal sapore inconfondibile.
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CONSIGLIO UTILE
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