Chiesa del Carmine
Il cuore dei Misteri tarantini
La Chiesa custodisce i simulacri settecenteschi della Settimana Santa e la leggendaria colonna su cui, secondo la tradizione, celebrò San Pietro.
La storia della chiesa del Carmine
La Chiesa di Maria Santissima del Monte Carmelo, per tutti i tarantini semplicemente la Chiesa del Carmine, è uno dei simboli più profondi e riconoscibili del Borgo Umbertino di Taranto. Sebbene l’anno esatto della sua fondazione rimanga avvolto nel mistero, i documenti ne attestano l’esistenza già nel 1577, quando la struttura era nota con il nome di “Santa Maria della Misericordia”.
Fu l’arrivo dei Padri Carmelitani a decretare il cambio di intitolazione alla Beata Vergine del Monte Carmelo, legando indissolubilmente il tempio a questo culto.
Nel corso dei secoli, l’edificio è stato più volte rimaneggiato, stratificando storie e tradizioni della “Città dei Due Mari”. Tra queste, una delle più affascinanti riguarda la prima cappella a destra dell’ingresso: qui è custodito un rocchio di colonna su cui, secondo la tradizione, San Pietro avrebbe celebrato la prima Eucaristia a Taranto.
Questa preziosa reliquia storico-religiosa proveniva originariamente dalla Chiesa di San Pietro della Porta, demolita nel 1577 per l’ampliamento di quello che sarebbe diventato l’odierno Canale Navigabile; a certificarne l’importanza è un’epigrafe del 1651, voluta dall’Arcivescovo Caracciolo e posta nella nicchia accanto a un’icona del Santo.
Il legame più viscerale tra la chiesa e l’anima di Taranto si esprime però attraverso la Settimana Santa. La Chiesa del Carmine è infatti la custode dei celeberrimi simulacri che animano la Processione dei Misteri del Venerdì Santo. Il cuore pulsante della devozione quotidiana dei fedeli è rivolto alle settecentesche statue di scuola napoletana di Gesù Morto e dell’Addolorata, donate alla Confraternita del Carmine dalla nobile famiglia Calò per perpetuare una tradizione da loro stessi introdotta in città.
A questo tesoro artistico e devozionale si aggiungono lo splendido Cristo all’Orto del Sacquegna e tre capolavori, “Ecce Homo”, “Cristo alla Colonna” e “La Cascata”, realizzati nel 1901 da Giuseppe Manzo, universalmente celebre come il “Michelangelo della Cartapesta”.
L'interno e i tesori artistici della chiesa
L’interno della chiesa si sviluppa su una pianta a croce latina ad unica navata, con una piccola cupola che si innalza suggestivamente all’incrocio dei bracci del transetto. Lungo i lati della navata si aprono le cappelle e le nicchie destinate a custodire i simulacri del Venerdì Santo.
Il patrimonio pittorico custodito all’interno è di pregevole fattura e si mostra ricco di opere di rilievo: nel braccio sinistro del transetto trova posto il grande quadro della “Maddalena dei Pazzi” realizzato da Paolo De Matteis, mentre la zona del presbiterio è interamente dedicata a tele settecentesche.
Proprio al di sopra dell’altare maggiore risalta il quadro della Vergine del Monte Carmelo, affiancato da altri dipinti dello stesso secolo che raffigurano “San Pietro”, la “Natività di Maria”, “Elia” e “San Marco”.
Come arrivare
Si può arrivare alla Chiesa del Carmine in diversi modi, usando i mezzi pubblici in caso non siate automuniti:
- Autobus interni a Taranto: 3, 8, 14, 27C, 28C
- Treno: con un regionale in arrivo a Taranto, il percorso a piedi fino al duomo è di circa 25 minuti
Consigli per il visitatore
QUANDO ANDARE
La chiesa è aperta tutti i giorni, ma il momento più suggestivo è durante le celebrazioni pomeridiane o nei giorni della Settimana Santa.
QUANTO TEMPO SERVE
Calcola circa 20 o 30 minuti per ammirare con calma l’unica navata, le tele settecentesche del presbiterio e le cappelle dei simulacri.
DA SAPERE
La chiesa è il punto di partenza e di arrivo della celebre Processione dei Misteri del Venerdì Santo, un evento unico.
Domande frequenti
Certamente: l’ingresso alla chiesa è libero e gratuito durante gli orari di apertura, nel pieno rispetto delle funzioni religiose.
Sì: l’ingresso principale su Piazza della Vittoria è privo di barriere architettoniche significative e permette l’accesso anche a visitatori con mobilità ridotta.
La chiesa si trova in pieno Borgo Umbertino: è possibile trovare parcheggio a pagamento nelle vie limitrofe o utilizzare i vicini passaggi pedonali dalle aree di sosta principali della città.
La frase scolpita sulla trabeazione della facciata principale recita “BEATAE VIRGINI A CARMELO DICATUM”: significa dedicato alla Beata Vergine del Monte Carmelo e ricorda l’arrivo dei padri carmelitani.
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