Museo Archeologico MArTA
Il mito della Magna Grecia
Uno dei musei archeologici più importanti al mondo, il MArTA custodisce l’inestimabile patrimonio dell’antica Taras, tutto da scoprire.
La storia del Museo Archeologico Nazionale di Taranto
Il MArTA non è un museo qualsiasi: è uno dei custodi più importanti della storia del Mediterraneo. Fondato nel 1887, la sua nascita è strettamente legata a un momento di enorme trasformazione per la città. In quegli anni, infatti, Taranto stava uscendo dai confini dell’isola della Città Vecchia per espandersi verso il nuovo Borgo Umbertino, e i cantieri per la costruzione dell’Arsenale Militare stavano letteralmente ribaltando la terra. Da quegli scavi cominciò a riemergere un patrimonio archeologico di proporzioni colossali, che testimoniava la grandezza dell’antica Taras, la più importante polis della Magna Grecia.
Per raccogliere e proteggere questi tesori dall’inevitabile dispersione, l’archeologo Luigi Viola ottenne l’istituzione del museo all’interno dell’ex Convento dei Frati Alcantarini, un edificio settecentesco affacciato sulla centralissima Piazza Garibaldi.
Nel corso del Novecento la collezione è cresciuta a dismisura, trasformando il MArTA in un punto di riferimento mondiale per l’archeologia. Dopo un lunghissimo e profondo lavoro di riallestimento completato negli scorsi anni, oggi il museo si presenta come uno spazio moderno, organizzato su due piani espositivi che raccontano la storia del territorio dalla preistoria fino all’alto medioevo.
Le principali sezioni del museo
Il percorso espositivo è un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo, organizzato in modo cronologico e tematico. Ecco come sono divise le aree principali che incontrerai durante la visita:
La preistoria e le origini del territorio
Questa sezione introduce il visitatore alla vita della Puglia prima dell’arrivo dei Greci. Attraverso strumenti in pietra, ceramiche e corredi funebri, viene ricostruita la quotidianità delle comunità che abitavano la zona tra il Paleolitico e l’Età del Bronzo. Di particolare impatto sono i reperti provenienti dall’insediamento di Scoglio del Tonno, che testimoniano come Taranto fosse uno snodo commerciale cruciale nel Mediterraneo già millenni fa.
Taranto spartana e l’età magnogreca
È il vero nucleo pulsante del museo. Qui si tocca con mano lo splendore della città fondata dai coloni spartani nel 706 a.C. Questa sezione raccoglie le testimonianze dei grandi santuari, le monumentali sculture in pietra e le celebri ceramiche a figure nere e rosse. Camminando tra queste vetrine si percepisce la ricchezza culturale, politica e artistica di una metropoli dell’antichità che dettava legge in tutto il sud Italia.
Gli Ori di Taranto e l’artigianato artistico
Questa è probabilmente la collezione più famosa del MArTA a livello internazionale. Una serie di sale è interamente dedicata alle produzioni dei maestri orafi tarantini tra l’età ellenistica e il periodo romano. Si tratta di una raccolta straordinaria di corone fogliate, orecchini a testa di leone o a navicella, anelli e diademi lavorati con una tecnica millenaria (la filigrana) così precisa da sembrare impossibile per l’epoca. Accanto all’oro, ampio spazio è dato alle sculture in terracotta (i famosi tanagrine) e ai manufatti in avorio e osso.
La città romana e la Taranto tardoantica
L’ultima parte del percorso racconta la trasformazione di Taranto dopo la conquista romana. La polis greca lascia il passo a una tipica città dell’Impero: la sezione espone maestosi mosaici pavimentali policromi ricchi di dettagli geometrici e figurativi, epigrafi, statue e i corredi delle necropoli d’età imperiale e tardoantica, che accompagnano il visitatore fino alle soglie del Medioevo, mostrando come la città abbia saputo reinventarsi sotto una nuova veste culturale.
Come arrivare
Si può arrivare alla Cattedrale di San Cataldo in diversi modi, usando i mezzi pubblici in caso non siate automuniti:
- Autobus interni a Taranto: 1/2, 3, 14, 16 e 8
- Treno: con un regionale in arrivo a Taranto, il percorso a piedi fino al duomo è di circa 30 minuti
Consigli per il visitatore
QUANDO ANDARE
Il museo è aperto dal martedì alla domenica. La prima domenica del mese l’ingresso è gratuito.
QUANTO TEMPO SERVE
Per godersi l’esposizione senza correre calcola una visita di almeno 2 ore abbondanti.
DA SAPERE
Il lunedì è il giorno di chiusura settimanale. I minori di 18 anni entrano gratuitamente.
Domande frequenti
Sì, è assolutamente permesso scattare fotografie all’interno delle sale espositive del museo per uso personale. L’unica regola fondamentale da rispettare è quella di non utilizzare il flash e di evitare l’uso di treppiedi o attrezzature professionali ingombranti, in modo da proteggere i reperti più sensibili e non intralciare il percorso degli altri visitatori.
Sì, a differenza di altre strutture storiche della città, il MArTA è completamente accessibile. L’edificio è dotato di rampe, ascensori per spostarsi tra i vari piani espositivi e servizi igienici idonei, garantendo una visita confortevole e senza barriere architettoniche a tutti i visitatori con difficoltà motorie.
Il museo si trova in Piazza Garibaldi, in una zona centrale e molto frequentata. Non ha un parcheggio privato, ma nelle strade circostanti del Borgo Umbertino sono presenti numerosi parcheggi pubblici (strisce blu a pagamento).
La prenotazione online non è obbligatoria, ma è fortemente consigliata, specialmente se si prevede di visitarlo durante i fine settimana, nei giorni festivi o in occasione della prima domenica del mese a ingresso gratuito.
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